Launeddas: Launedda-s - L'Autore

Giacomo Serreli (2004)

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…..Il tutto porta alla rimozione di quella sensazione di staticità ed immobilità che deriva dalla semplice ricomposizione delle forme tipiche della musica popolare per launeddas, la cui esecuzione è spesso vincolata a determinati momenti dell’anno, ben precisi festività ed occasioni.
L’ambizione è perciò quella di allargare l’orizzonte, il ventaglio di possibili impieghi di questo strumento proiettandolo anche al di fuori della mera musica popolare.
Itinerario che alcuni suonatori, anche non sardi, hanno dimostrato essere praticabile facendo convergere la tipica timbrica delle launeddas in musica per coreografie, happening teatrali, dialoghi con elettronica, contemporanea e sperimentale.
Tutti nuovi approcci assolutamente legittimi che levano la polvere da uno strumento altrimenti inchiodato ad un limitato impiego e ambito espressivo.
Né più né meno come accade ad altri strumenti espressione emblematica di una precisa identità culturale (basti pensare al didgeridoo degli aborigeni australiani o a cornamuse e gaite dell’area celtica), sempre più diffusi in contesti non strettamente tradizionali.
La fatica di Andrea Corona ci pare apprezzabile specie da questo punto di vista.
E’ uno studio ed un progetto che in qualche modo vuole superare la staticità di certa tradizione pur inevitabilmente partendo da essa; disegna nuovi percorsi che vedono le launeddas protagoniste in un contesto meno prevedibile, al passo coi tempi.
Capace di rinfrescare e dare novità ad uno strumento fin troppo ancorato ad un uso pertinente solo al ballo, alla processione, alla danza, tramandati dalla tradizione.
Confermando le due vie possibili, quella della tradizione pura e quella dell’innovazione alla quale può rivolgersi anche questo strumento.

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